L'edicola di TDM - #6 April



Aprile, dolce dormire! Eh sì, e se ci riuscissi lo farei volentieri ma purtroppo una brutta insonnia mi ha colpita.
Per questo mese nella rubrica potete trovare tra le copertine quella vergognosa (di cui vi ha già parlato QUI Ste) con Kim Kardashian e Kayne West e cover che spaziano dal leopardato, al bianco, al floreale, al rosa.
Troverete un po' di tutto e voi, come sempre, indicatemi le vostre preferite!
Per quanto riguarda gli estratti mi ha colpito molto la storia di Lara Stone, mi ha fatto riflettere molto.
Non avrei mai pensato che una modella di quel calibro potesse andare a leggere cosa pensano gli altri di lei e potesse essere così "insicura".
Sono persone come noi e spesso non ce ne accorgiamo perché in egual modo le vediamo lontanissime da noi, come stile di vita e tutto il resto.
Le critiche feriscono a qualsiasi livello, che tu sia Sara o che tu sia Lara.

VOGUE BRAZIL ALINE WEBER, ANA BEATRIZ BARROS, ISABELI FONTANA, IZABEL GOULART
GLAMOUR GERMANY ALEXA CHUNG
 
HARPER'S BAZAAR US LARA STONE
US VOGUE KIM KARDASHIAN e KANYE WEST
ELLE DENMARK CORA KEEGAN
VOGUE KOREA SUVI KOPONEN
 
ELLE VIETNAM DAUPHINE MCKEE
 W MAGDALENA FRACKOWIAK
HARPER'S BAZAAR POLAND MAGDALENA FRACKOWIAK
 VOGUE MEXICO KAROLINA KOURKOVA
ELLE BRAZIL LINDSAY ELLINGSON
VOGUE ITALIA ISSA LISH e BERND SASSMANSHAUSEN
VOGUE ESPANA BEHATI PRINSLOO
UK HARPER'S BAZAAR SARAH JESSICA PARKER
UK TATLER KENDRA SPEARS

Da HARPER'S BAZAAR USA:
occhi puntati sull'ampio speciale "Fabolous at every age" con molti consigli su vestiti, trucco e ritocchini chirurgici.
Sulla fascia dei trent'anni ci si sofferma su Lara Stone, modella e mamma, definita una "Brigitte Bardot gotica".
Espulsa da scuola quando aveva sedici anni, "Indossavo crop top e minigonne, tutto quello che facevo era truccarmi. Ogni settimana mi minacciavano di cacciarmi e mia mamma una volta, stanca delle continue telefonate, disse loro che alla prossima minaccia avrebbero dovuto espellermi direttamente. E così fecero. Fu scoperta come modella a 14 anni, ma a 22 anni arrivarono i primi grandi contratti e lavori. Nel 2009 finì in rehab: troppi momenti di solitudine, viaggiare costantemente, i continui party con almeno un cocktail in mano. Ricorda che era solita portarsi in borsa una bottiglia di vodka durante la Fashion Week. Si ripulì e smise anche di fumare.Racconta che non le piace quando viene fotografata per strada e che è ossessionata dal sito del Daily Mail. Una volta vi lesse un commento a una sua foto con su scritto: "Sembra una papera", la risposta non si fece attendere: " e tu perdi il tuo tempo scrivendo che sono una papera? Brilliant!".Sulla sua età dice: "Lo so che sono giovane ma mi sento vecchia."
Lara ora ha raggiunto la stabilità che non aveva a venti anni: " Ho una casa, un marito, un buon lavoro, un bellissimo bambino. Non potrei chiedere di meglio".
Da GLAMOUR SOUTH AFRICA:
"Trends come and go but the classics are here to stay"
Vengono analizzati i trend del trucco/parrucco che hanno contribuito a rendere famose dieci icone del passato. 
Sophia Loren e il suo sguardo felino. Potete riprodurlo con le linee dell'eyeliner. 
Kate Moss e la sua pelle luminosa. Per ottenerla potete aiutarvi con l'utilizzo di una BB cream.
Twiggy e le meravigliose ciglia. Tanto mascara o l'uso delle ciglia finte.
Audrey Hepburn e le sue spesse sopracciglia (quando ancora non c'era Cara). Usate una matita per sopracciglia, che deve essere di una tonalità sotto al vostro colore naturale.
Liz Taylor e le sue labbra rosse. Nessuna indossava meglio di lei il rossetto rosso. Puntate su un colore matt.
Grace Jones e la sua struttura ossea. Il contouring naturalmente, basta spennellare la terra appena sotto gli zigomi.
Debbie Harry e il grunge. Per ottenere un risultato simile potete usare il kajal nero nella rima inferiore, il tutto senza sbavature.
Solange Knowles e il suo hairstyling naturale. Potete aiutarvi con l'aiuto di una maschera idratante per lenire il cuoio capelluto e aumentare la lucentezza naturale.
Josephine Baker e il suo stile laccato. Per ottenere quest'effetto vi basterà un abbondante uso di gel.
Brigitte Bardot e le sue onde. Scordatevi della lacca e utilizzate una mousse volumizzante.
Da HARPER'S BAZAAR UK:
C'è un'intervista a Sarah Jessica Parker, che racconta della sua linea di scarpe SJP (di cui vi avevo già parlato QUI).
"Quando ero piccola andavamo al negozio di scarpe solo due volte all'anno. In quei tempi anche una famiglia come la nostra, che non aveva molti soldi, poteva comprare scarpe di qualità. Il primo paio di scarpe con i tacchi lo comprai quando lasciai casa. Le scarpe che indossai per il matrimonio erano delle Robert Clergerie in velluto dal tacco non molto alto. Qualcuno le avrebbe indossate per un giorno comune ma per me erano adorabili.Le scarpe che più ho amato sono le Manolo nere in pelle scamosciata con un tacco altissimo. Erano anche comode, le ho indossate per 18 ore sul set (Sex and the city) senza sentire alcun dolore.
Si parla anche di Karl Lagerfeld e la sua nota passione per i libri. Se uno dovesse giudicare la libreria di Karl, l'aspetto più considerevole è dato dall'eclettismo. Dalla politica ai libri sui paesaggi, da John Kennedy ai libri sull'arte. "I'm a paper addicted", ama l'odore della carte, per lui è un elemento vitale.
Si passa poi a Choupette. Nell'ufficio di Lagerfeld ci sono dozzine di foto della sua gatta, così come nel suo Iphone. Quando Karl viaggia, la gatta lo accompagna sempre (insieme a una cameriera).
Ama viaggiare in aereo e ha pure una sua borsa personale da viaggio.
Tra i trend del mese ho selezionato le fantasie Masai, le frange e le felpine. Fatemi sapere cosa vi ha colpito di più!


Augurandovi una felice e serena Pasqua, vi saluto e vi aspetto a maggio con una nuova puntata dell'edicola.
E mi raccomando, abbuffatevi di cioccolata a più non posso! :D
un bacio

*Sara

[continua...]

La Tour, mon Amour - Eleny Neculai presents "Metamorphosis"

Buna seara e ben ritrovati, amici!
Come preannunciato nei giorni scorsi nel blog, oggi volevo parlarvi di una collezione che è riuscita a colpirmi veramente nel profondo. 
Posso affermare con sicurezza che era da parecchio tempo che delle creazioni non riuscivano a scuotermi e ad entrarmi dentro, ma questa volta - rullo di tamburi - abbiamo la svolta: sto parlando di "Metamorphosis", la collezione di borse della bravissima Eleny Neculai, autentico baluardo di classe, eleganza ed originalità.
Taglio corto perché il post di oggi non sarà breve (che strano, perché di solito sono sintetica - risate generali). Andiamo subito a cominciare con l'esposizione di questa collezione!

La collezione Metamorphosis non ripete in pattern il proprio marchio ma si ispira all'estetica dell'architettura in ferro e rappresenta la disgregazione della Torre Eiffel."Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione" (Pablo Picasso) Attraverso la suddivisione si vuole esprimere il disappunto sul copyright presente su alcune opere di dominio pubblico.
Da ogni sezione della torre vengono ricreate singole composizioni.
Una sorta di puzzle disgregato, con armonie grafiche e stilistiche originali che generano anche apparenti applicazioni fantasiose, lasciando comunque riconoscere l'immagine originaria.
Con questo progetto si vuole esporre un nuovo modo di "vivere" l'equilibrio geometrico dell'opera architettonica in ferro, di cui la Torre Eiffel è il simbolo più famoso. Difficilmente le borse sono considerate una forma d'arte; generalmente sono oggetti di consumo e per questa ragione vengono valutate solo da un punto di vista estetico-formale.
In questo caso però la borsa, oggetto di uso quotidiano, diventa supporto per trasmettere un messaggio: un modo diverso di fruire di un'opera eccezionale.



How I met Eleny Neculai

Qualche giorno fa ho ricevuto una e-mail con oggetto "invito alla mostra". Incuriosita, leggo il contenuto e vengo attirata da una semplice frase: "Difficilmente le borse sono considerate una forma d'arte; generalmente sono oggetti di consumo e per questa ragione vengono valutate solo da un punto di vista estetico-formale".
Il che, effettivamente, rappresenta perfettamente la mia idea (come già ho avuto modo di spiegarlo in passato sul blog). La moda, a volte, supera la sottile linea di confine con l'arte e non si riesce più a distinguere dove finisca una e dove inizi l'altra.
Nel caso di specie, le borse diventano opere d'arte e ricevono il loro spazio in una galleria. Ma che cosa hanno di così speciale, queste creazioni? E chi è la mente dietro a quest'idea così all'avanguardia e fuori dagli schemi?

Scopro quindi Eleny Neculai, artista, imprenditrice, grafica, web designer, docente e madre. A soli sedici anni inizia a dar forma ai primi abiti Haute Couture, e nel 2000 consegue la laurea specialistica in arti tessili. Il suo talento viene riconosciuto dall’Unione degli artisti Visivi Romania le conferisce il premio per l’arte decorativa durante l’esposizione “Salotto d’Autunno”, evento svolto presso il Museo di Arti Contemporanee a Iasi (Romania).
In seguito avvia la sua attività di designer presso un’azienda del settore tessile sportswear.
Nel 2002 si trasferisce a Torino dove inizia ad operare nel mondo dei graphic designers, collaborando in seguito con l'azienda Micrograf.
Partecipa attivamente a progetti che spaziano dalla grafica tradizionale al web fino a progetti di fine decoration e digital art dedicati agli allestimenti di spazi aziendali o location di eventi, usando tecniche sperimentali che fondono la pittura tradizionale, il disegno, le elaborazioni digitali e le animazioni con risultati di grande impatto visivo (si noti che tra le più importanti aziende che hanno acquisito le sue realizzazioni vi sono Fiat Group - progetti di fine decoration per stabilimenti Fiat Jiading (Cina), Bielsko Biala (Polonia), Torino, Verrone, Termoli (Italia)-, Chiesi Farmaceutici, Comune di Torino, Whirpool Italia).
Parallelamente a queste molteplici attività, continua a partecipare a mostre collettive e svolge docenza nel campo della grafica.
Oltre a questo, Eleny vanta molteplici esposizioni in mostre sia in Romania che in Italia (Treviso, Torino e la recentissima mostra colletiva “Artpassage" alla Galleria Open art Milano, che si tiene dal 7 al 14 di aprile - se siete in zona, vi raccomando vivamente di visitarla!).
Ciò premesso, andiamo a conoscere "Metamorphosis".

La filosofia di "Metamorphosis"

Il progetto si articola in una serie di disegni e una piccola collezione di borse ed è ispirato all’estetica dell’architettura in ferro. Gli elementi grafici sono realizzati con la tecnica dell’incisione e disposti su ogni elemento della collezione; l’insieme della collezione forma un’unica composizione che ritrae uno dei più famosi monumenti appartenenti a questo stile architettonico: la torre Eiffel.
La suddivisione è stata fatta con lo scopo di reinventare ogni sezione creando singole composizioni diverse. Una sorta di puzzle disgregato, con armonie grafiche e stilistiche originali che generano anche apparenti applicazioni fantasiose, lasciando comunque riconoscere l’immagine originaria.
In questo modo la base della torre diventa un ponte, la punta sembra il basamento di giardini pensili, le strutture intermedie appaiono come sculture in ferro.
Lo scopo è quello di aggiungere all’accessorio fashion un racconto, qualcosa di sorprendente, avvicinandolo al mondo dell’arte. Giochi di luce e ombre si creano attraverso le zone incise e con l’alternanza di superfici lisce a superfici vellutate.
Le forme sono semplici e lineari, la cromia minimale e l’accessorio in ottone compare solo se indispensabile. In questo modo l’accento cade sulle preziose e discrete incisioni tracciate seguendo i dettagli della torre Eiffel.
Prima di lasciarvi alle immagini di queste favolose borse è necessario compiere una premessa.
La lavorazione di queste opere è al 100% artigianale. Il materiale altro non è che pregiato vitello, talvolta accompagnato da dei dettagli in ottone.
I colori, come potete vedere, variano dal nero al grigio scuro, in perfetta armonia con il concept che Eleny Neculai aveva pensato per le sue opere.
Ogni borsa rappresenta un pezzo della Torre, tant'è vero che, se sovrapposte, possono formare l'intera struttura.
Che questa sia opera di un'artista esperta di grafica e di architettura lo si capisce sia dalla precisione dei dettagli e dall'insegna "iron architecture". 







Da queste immagini, dalla filosofia esposta nelle righe precedenti e dal concept che sta dietro all'idea della collezione potete capire che non si sta più parlando di moda: questa è struttura (e no, non volevo citare Matrix volontariamente). 
Mettiamoci che sono una fan del minimal-chic, mettiamoci la realizzazione artigianale, mettiamoci la filosofia, mettiamoci il richiamo all'arte e all'architettura, mettiamoci il mio amore per la Torre Eiffel e mettiamoci anche l'intraprendenza e il talento della Neculai: tutte queste caratteristiche non potevano lasciarmi indifferente, ed è questo il motivo per cui io supporto quest'artista che è riuscita a sfondare la linea di confine tra arte e moda.
"Metamorphosis" mi ricorda le prime collezioni di Miuccia Prada: borse serie, minimali ma dotate di grandissima classe. Del resto all'eleganza non servono tante parole, e questo lo sa bene Eleny Neculai (a differenza mia, ché la prolissità è sempre stato un mio grande dramma...).
Vi lascio quindi con queste parole di Eleny, che sintetizzano al meglio quanto sopra descritto:

"Tutti i nostri sensi cercano armonia ed equilibrio. [...] Così anche l'occhio vuole la sua parte. Sia che si tratti design, moda, pittura, scultura, fotografia o grafica, si richiama sempre l'attenzione del nostro senso visivo, dunque armonia ed equilibrio non devono essere sottovalutati. Coloro che lavorano in questo campo non possono fare appello solo al proprio gusto estetico. Il concetto di bellezza è infatti relativo al 100%, mentre l'armonia si può studiare, capire, insegnare approfondendo lo studio del colore, la composizione, l'analisi dell' immagine".

E voi che cosa ne pensate di questa collezione?
Fatecelo sapere con un commentino qui sotto!
Baci,
- Ste


"Metamorphosis" alla mostra "Artpassage" - Galleria Open Art Milano

[continua...]

Dress like a model #1

Buon pomeriggio e ben ritrovate!
Oggi vi scrivo con una mia nuova trovata, una delle mille idee che mi vengono durante la notte e contribuiscono alle mie occhiaie, fedeli compagne di una vita.
E' da un po' che non faccio un articolo della rubrica "La cabina armadio", ebbene questa potete considerarla una variante.
Come sapete, un altro degli aspetti della moda che più mi piace approfondire riguarda il mondo delle modelle, di cui gestisco anche una pagina.
Chi meglio di loro conosce questo mondo?
Loro che lo vivono e respirano in prima persona, tra casting, servizi fotografici e sfilate.
Mi piace sempre molto vedere il loro street style e come si vestono agli eventi, per me sono fonte d'ispirazione.
Quindi quello che voglio fare qui è mostrarvi i loro outfit in diverse occasioni e discuterne insieme.
Oggi le ho scelte in una versione con i jeans e una con abiti da eventi glamour.
Le protagoniste di questa prima puntata sono: Candice Swanepoel, Miranda Kerr, Alessandra Ambrosio.
 Candice è la mia modella preferita. Amo il suo stile, amo la sua storia personale e sono una fan sua e del fidanzato. Non potevo non iniziare con lei!
 CATEGORIA JEANS
1) CANDICE SWANEPOEL
2) MIRANDA KERR
2) Miranda indossa giubbino Chanel, occhiali Celine, Michael Kors bag 
3) ALESSANDRA AMBROSIO
3) Alessandra indossa un pullover Rag & Bone,  boyfriend jeans, borsa Celine e espadrillas Chanel

Tre stili molto diversi. Per Candice e Miranda capelli raccolti e occhiali da sole, per Alessandra e Candice scarpe basse. Per tutte e tre i jeans devono essere alla caviglia.
Candice sceglie un look molto basico ma che nella sua semplicità mi piace molto. Miranda adotta uno stile più chic, arricchito dal tocco rosso delle scarpe con un tacco basso.
Alessandra punta invece su un look boyish e comfy, delizioso il pullover con scollo a V.
La mia classifica: Trionfa Miranda Kerr, che negli outfit da aereoporto è sempre la numero uno. Secondo posto per Alessandra Ambrosio. Pur non impazzendo per le espadrillas (anche se Chanel), la sua è una scelta azzeccata. Terzo posto per Candice Swanepoel, con un look semplice e pulito. Rispetto alle altre due opzioni, questa volta non premio la sua semplicità, pur apprezzandola.
CATEGORIA EVENTI GLAMOUR
1) CANDICE SWANEPOEL
Una Candice in giallo per l'amfAR gala, tenutosi in Brasile. L'ho trovata semplicemente divina e l'abito mi piace molto, si tratta di un Valentino. Questo colore neon risalta moltissimo sulla sua pelle, abbronzata rispetto alla sua carnagione naturale. Perfetto anche il trucco leggero, illuminato sull'arcata sopraccigliare. Meravigliosi gli ear cuff e adeguato il morbido chignon. 
2) MIRANDA KERR
Miranda ha scelto un rosa pallido per promuovere la clinica di bellezza Yuri Takano. 
Ricordo di averla già vista con un abito simile. Il vestito è molto semplice, con un profondo scollo a V.
Per quanto riguarda gli accessori, la Kerr ha completato l'outfit con dei sottili bracciali. Matita color bronzo nella riga inferiore dell'occhio.
Nel complesso è un abito già visto e rivisto, che non mi dice molto.
3) ALESSANDRA AMBROSIO
Alessandra ha scelto questo rosso fuoco per la presentazione della collezione Schutz a New York.
Si tratta di un completo Cushnie et Ochs Resort mentre i sandali sono Schutz. Tanto mascara e rossetto rosso come make up per la serata. Mi piace molto la giacca e il taglio. Completo che preferisco con la giacca indossata.

Tre scelte molto diverse, a partire dai colori. Una tonalità accesa, una pallida e una intensa. Due abiti lunghi e un completo sopra al ginocchio. Capelli sciolti per Miranda e Alessandra, capelli raccolti per Candice.
La mia classifica: Primo posto per Candice, mentre sulle altre due posizioni sono un po' indecisa. Propendo per un secondo posto per Alessandra, che ha quanto meno osato, e al terzo posto Miranda.
Voi cosa ne pensate?
Fatemi sapere con un commento qui sotto lo stile che preferite e le vostre personali classifiche.
Un bacio

*Sara

[continua...]

What's new: TDM @ WOW Effect!

Come già anticipato nei giorni scorsi sulla nostra pagina fan del blog, abbiamo avuto l'onore di essere state intervistate da WOW Effect.
WOW Effect non tratta semplicemente di prodotti antirughe (di cui andrò a parlarvi nell'ultima parte del post) ma si interessa anche di cogliere le voci d'autore e di dare un ampio spazio a fashion, lifestyle, salute e tanto altro ancora.




Ringraziando ancora per la grande opportunità che ci ha saputo offrire il team di WOW Effect, di seguito riporto la nostra intervista, che potrete ritrovare anche a questo link. 


Qual è lo scheletro che conservate nell’armadio, quel capo o accessorio che vi vergognate di mostrare?
Sara:  Attualmente non ho capi di cui mi vergogno ma con tremendo imbarazzo ammetto di aver avuto fino a circa tre anni fa una gonna floreale a palloncino che non mi valorizzava per niente. Indossata soltanto una volta (per fortuna!) ed è bastata.
Andando a ritroso nel tempo invece ricordo un paio di zepponi orribili. Erano i tempi delle Spice Girls e mi feci prendere dall’entusiasmo del ciclone “Girl power”.

Stefania: Una vergognosa gonna a balze grigia, in velluto. Probabilmente acquistata a causa di un colpo di sole (in pieno inverno, già).

Il vostro rapporto con i social network?
Sara:  Considero i social network uno strumento molto importante perché a livello personale mi permettono di rimanere in contatto con fidanzato/amici/parenti lontani e poi di far crescere la notorietà del blog e quindi poter interagire con chi lo segue. Ovviamente, come tutte le cose, i social network hanno i loro lati negativi ma basta saperli usare con moderazione e in maniera intelligente.
Stefania:  Abbastanza conflittuale. In generale, posso dire di essere veramente impedita con la tecnologia. Oltre a questo, considero i social un potente strumento sia in positivo che in negativo, quindi faccio (abbastanza) attenzione a quello che posto o pubblico.

Secondo voi quali sono gli ingredienti base per una buona collezione?
Sara:  Secondo me per una buona collezione lo stilista deve saper anticipare i prossimi trend, ci dev’essere una giusta dose di creatività ma allo stesso tempo si deve considerare la vestibilità. Bisogna sempre tener conto che è il cliente che determina il successo o il fallimento di una collezione. Ad esempio, la collezione di Moschino-Mc Donald sarà pure originale e simpatica ma quanti veramente avranno il coraggio di uscire di casa vestiti da venditori di hamburger e patatine?
Stefania: L’originalità, che tuttavia non deve essere intesa come sinonimo di irriverenza o di cattivo gusto. Parimenti, considero l’eleganza un elemento fondamentale di ogni collezione che si rispetti.

Qual è il marchio di abbigliamento e/o di accessori migliore nel rapporto qualità prezzo?
Sara: Per quanto riguarda il low cost mi viene da dire Mango perché i prezzi sono buoni e a livello di qualità non deludono. Invece per un target medio-alto direi Luisa Spagnoli mentre salendo ancora dico Gucci. Riguardo il low cost devo dire che ho tenuto in considerazione anche la questione dell’impiego sostanze tossiche e quindi scartato le aziende coinvolte.
Stefania:  Rimanendo in campo italiano, direi Alviero Martini. Possiedo una borsa della collezione “Prima Classe” già da qualche anno, e per tutto questo periodo l’ho strattonata, sbatacchiata, maltrattata, riempita di libri pesanti: nonostante questo, sembra (quasi) come il primo giorno che l’ho acquistata.

Come giudicate se un blog è di qualità o meno?
Sara: Giudico se un blog è di qualità principalmente in base ai contenuti. Per me è importante che l’articolo sia scritto bene e quindi che il blogger abbia buone proprietà linguistiche. Digerisco con difficoltà abbreviazioni e simili. Aggiungo anche la “questione traduzioni”, a delle storpiature improponibili in inglese preferisco una non traduzione.
Stefania: Non deve esserci troppa pubblicità né eccessiva autoreferenzialità: ogni blogger dovrebbe sempre mettersi in discussione, soprattutto i blog che trattano di moda (campo veramente vastissimo e, a volte, davvero complicato). Inoltre ritengo fondamentale che un buon blog debba avere un necessario spirito critico, senza dare nulla per scontato.

Cosa non dovrebbe mai mancare nel guardaroba di una donna?
Sara: Scelgo i jeans, un must del guardaroba. Li considero un capo comodo ma anche molto versatile. Adatti di giorno per un look sportivo/casual, adatti alla sera con i tacchi. I jeans sono un evergreen, non passano mai di moda.
Stefania: Mi ritengo una delle fan più sfegatate della dottrina “è l’accessorio che fa la differenza”. Quindi io consiglierei un accessorio pregiato, possibilmente di una collezione permanente. Penso ad esempio ad una borsa di Louis Vuitton in tela monogram, nonostante il prezzo non sempre accessibile è un pezzo di una collezione permanente che è destinato a rimanere negli anni e non tramonterà mai.

Ciò detto, andiamo a concentrarci nello specifico sul trattamento WOW Effect.
WOW Effect, un trattamento innovativo per un'efficacia anti-rughe avanzata. Quanto puoi desiderare per il tuo viso. Una pelle visibilmente più liscia e distesa, un viso più giovane e luminoso.



L'elegante kit contiene:
- Il detergente struccante-tonificante(30 ml);
- il Siero Antiage (30 ml);
- la maschera antirughe viso (10 ml);
- una spugna naturale del Mediterraneo;
- un manuale di "Istruzioni di bellezza".



Il Detergente struccante-tonificante è un detergente attivo per pulizia immediata di viso, collo e décolleté. Funziona anche per il trucco waterproof, a dimostrazione di quanto sia efficace. Utilissimo perché da un lato rimuove le impurità date dal trucco, dall'altro riesce a tonificare l'incarnato e a rendere la pelle veramente morbida ed elastica.

Il Siero anti-age è un vero e proprio concentrato ad azione antirughe. Agisce sull'effetto di rilassamento della pelle e, soprattutto, dona tonicità ed elasticità.

La Maschera antirughe è una maschera a medio-breve tenuta (20 minuti) e regala un effetto lifting durevole.
Consiglio di applicarla almeno una volta alla settimana: la pelle sarà visibilmente più tonica.

Importantissima è anche la spugnetta naturale di Fine Dama del Mediterraneo. La spugnetta si presenta molto secca e crespa all'asciutto, ma ciò non deve trarvi in inganno: basta un minimo d'acqua e la spugnetta diventa un paradiso di morbidezza. Essendo completamente naturale si ha il duplice beneficio di idratare la propria pelle con i sali del Mediterraneo e, contemporaneamente, di evitare i fastidi tipici causati da prodotti artificiali.


Infine, "Istruzioni di bellezza" è un vero e proprio manuale che permette non solo di sapere più informazioni su componenti e sull'uso dei prodotti del kit, ma anche le opinioni delle persone che hanno testato personalmente i prodotti.
L'opinione riguardo al kit WOW Effect è assolutamente positiva: potrete concordare con me che uno dei problemi più rilevanti, quando si tratta di beauty, è la presenza di prodotti che contengono sostanze chimiche che a lungo andare possono rovinare la pelle (dando magari ottimi risultati all'inizio, ma a lungo andare si presentano conseguenze non proprio ideali). WOW Effect, invece, fa della naturalezza il proprio cavallo di battaglia, ed inoltre si preoccupa di informare il consumatore offrendo spiegazioni pratiche e concrete sui prodotti.
Il che, parliamone, non è poco.
Vi consiglio quindi di dare un'occhiata al sito di WOW Effect (e di fare un giro anche sui vari socials) e, se avete qualche altro dubbio, vi invito a scriverlo qui sotto in un commento!
Baci,
-Ste

[continua...]

The dark side of Terry Richardson

Bene o male, l'importante è che se ne parli, dicono.
Ma ne siamo proprio sicuri?
E' normale che ci sia la doppia medaglia quando si raggiunge una certa popolarità, perché non si può naturalmente piacere a tutti e per cento che ti amano c'è una minoranza che ti odia.
Spesso per sminuire questo sentimento negativo si dice che è soltanto invidia e che anche la cattiva pubblicità fa comunque parlare e suscita interesse.
Ok, va bene tutto, accetto e ve lo concedo, ma chi stabilisce che sia sempre l'invidia a smuovere le persone?
Perché se sei un nome importante e gli altri un nome semisconosciuto, la credibilità ti appartiene di diritto?
Basta farsi un giro nelle pagine social dei personaggi famosi per vedere questo atteggiamento irritante.
Non si può dire "che vestito brutto/non mi piacciono i capelli/sei troppo magra" perché altrimenti rischi di  essere tacciata di invidia e frustrazione. Tutto questo solo per difendere il beniamino del momento, che siccome è più famoso di te e di me, allora fa tutto giusto e ne sa più di me e di te.
Ma dove sta scritta questa cosa? Non può essere che invece la pettinatura fosse davvero brutta? Una persona nota non sbaglia mai?
Insomma per me sono un sacco di stupidaggini.
Questo per introdurvi nel post di oggi e sulla polemica che si è riaccesa in questi giorni intorno al nome di Terry Richardson.
CHI E' E' un fotografo di moda americano, noto per realizzare scatti provocatori e trasgressivi, spesso censurati.
Questo perché spesso usa il nudo e il sesso nei suoi servizi fotografici.
Inizialmente fotografava i suoi soggetti davanti a uno sfondo bianco, poi è passato a scattare con i protagonisti, spesso con i suoi famosi occhiali.
Le aziende per cui ha lavorato non si contano, così come le modelle e i giornali.
Solo qualche nome: Obama, Lady Gaga, Beyonce, Dontatella Versace.
Successo ma anche tante accuse.


 LE PRIME ACCUSE E' il 2010 e Richardson viene accusato da una modella danese Rie Rasmussen di usare impropriamente ragazze giovani, manipolarle per farle spogliare e poi scattare foto di cui loro si vergognano.
Jamie Peck racconta che al rifiuto di lei di spogliarsi (con la scusa del ciclo), il fotografo le ha detto di togliersi il tampone e giocarci.
Jamie dice: "he's the only one who's left me feeling like I needed to take two showers". Lui è l'unico che mi ha fatta sentire come se avessi bisogno di fare due docce.
Altre modelle sono intervenute appoggiando questa tesi "Non sono soltanto rumors".
La cosa forse peggiore affermata da queste ragazze è che mentre veniva abusato di loro, gli assistenti non intervenivano, come se tutto fosse normale.
Inizialmente il fotografo ha lasciato correre ma dopo il rincorrersi delle voci ha trovato giusto lasciare una replica sull'Huffington Post, in cui ha smentito tutto.
Ha dichiarato di aver sempre rispettato le persone con cui ha lavorato negli anni e ha parlato di pura "diffamazione".
La Peck ha controreplicato: "Se lui pensa davvero che l'ho diffamato, è il benvenuto a farmi causa per $ 1,043.67, attualmente il mio conto in banca. Non è la sua arte che viene attaccata ma come la fa".
Sempre nel 2010 è la famosa top model Coco Rocha a metterci la faccia: "Non lavorerò mai più con Terry Richardson, non mi sono sentita a mio agio". In questo caso però non ne sappiamo molto di più.
 Poi c'è Liskula Cohen, che tira addirittura in ballo Vogue. Il fotografo la voleva nuda e disposta a dedicare attenzioni sessuali agli amici di Richardson. Possibile che Vogue non ne sapesse niente, data la reputazione dell'americano?  
Nel 2012 è il turno della figlia di Demi Moore e Bruce Willis, che su Twitter pubblica: 
"Last night Terry Richardson tried to finger me. I didn’t let him, obviously. But I did let him photograph me topless in the bathroom." Poi disse che era uno scherzo.
Potete leggere molte più accuse QUI

ORA Una modella in forma anonima racconta su "Reddit"  la sua esperienza e sfogandosi racconta che a 19 anni ha fatto uno shooting con il fotografo americano. Piano piano si è aperta e ha rivelato anche il suo nome, Charlotte Waters.  
Racconta il modo in cui lui si è approcciato fisicamente a lei, le sue richieste di sesso orale e che il tutto venisse rigorosamente immortalato negli scatti fotografici dall'assistente Leslie. Ogni minimo dettaglio. Trovate esplicitamente l'agghiacciante intervista della ragazza  QUI
Da quello che racconta Charlotte pare che Richardson e l'assistente si comportassero come se fossero cose abituali, cose che succedessero quotidianamente nel loro studio fotografico.
Infatti a fine rapporto il fotografo le chiede: "Sei fidanzata?" e a risposta affermativa della modella, Terry si rivolge ancora a Leslie e dice: "Dobbiamo ricordarci di chiederlo prima".
CAMBIAMENTO? Forse adesso qualcosa si sta smuovendo. 
Si inzia con una petizione a sfavore del fotografo e quindi un appello a tutti i brand di moda di smettere di rivolgersi a lui. Io ho firmato e come me anche altre 30.000 persone. Spero lo farete anche voi! PETIZIONE
Queste aziende di moda sembrano iniziare a rispondere. 
Ha cominciato a esporsi H&M e lo ha fatto pubblicamente su Twitter: “If these accusations are true, it’s totally unacceptable to us. Currently we’re not working with Terry ­Richardson.”
Anche Equinox ha abbandonato il fotografo, con cui aveva lavorato per tre campagne pubblicitarie: "The natural point has now come to explore a fresh direction".
Qualche scatto:
Penso però che l' uomo e il professionista siano due lati che, bene o male, si intersecano. E come uomo lui non mi convince proprio per niente!
Un tempo, prima di sapere tutto questo, lo seguivo e addirittura rosicai un po' quando lo vidi fotografare "l'insalata bionda".
Adesso mi spiego tante cose, ho aperto gli occhi e spero che tanti ancora lo faranno.
Non ho paura di schierarmi, sono pronta a confrontarmi con chi non la pensa come me, con chi aspetta maggiori prove e la difesa. 
Possiamo fare molto, dare voce a queste ragazze come noi, che non avranno il nome famoso, che non sono "nessuno" per i pervertiti e per le aziende multimilionarie ma che unite e per me sono QUALCUNO.
Qualcuno che tiene alla propria dignità e ai valori e che non si fa calpestare da qualcuno solo perché famoso.
Boicottiamo i giornali che lavorano con lui, urliamo ai brand. #NoMoreTerry
Perché non è il cognome a fare l'uomo.  

*Sara arrabbiata 


 






[continua...]